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Georgij Maksimilianovič Malenkov
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«Riteniamo necessario porre fine al culto della personalità.»
(Georgij Maksimilianovič Malenkov, 10 marzo 1953cite-ref-1[1])
mwdwGeorgij Maksimilianovič Malenkov, in russo Гео́ргий Максимилиа́нович Маленко́в? (Orenburg, 6 dicembre 1901 – Mosca, 14 gennaio 1988), è stato un politico sovietico, capo del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e attivo collaboratore di Stalin. Divenne per breve tempo leader dell'Unione Sovietica (marzo–settembre 1953) dopo la morte di Stalin e fu Presidente del Consiglio dei ministri dell'URSS dal 1953 al 1955.
Contents
• Caduta
• Note
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Biografia
Malenkov nacque il mwfa6 dicembre mwfq1901cite-ref-utochn-3-0[3] (mwgg23 novembre mwgw1901, secondo il vecchio mwhacalendario giuliano) a mwhqOrenburg, in mwhgRussia. I suoi antenati paterni erano emigrati durante il mwhwXVIII secolo dalla zona di mwiaOhrid nell'mwiqeyalet di Rumelia (l'attuale mwigMacedonia del Nord).cite-ref-4[4]cite-ref-haslam-5-0[5] Alcuni di loro avevano servito come ufficiali nell'mwkwEsercito imperiale russo. Suo padre era un ricco agricoltore nella provincia di Orenburg. Malenkov entrò nell'mwlaArmata Rossa nel mwlq1919 e nel Partito Comunista nell'aprile mwlg1920. Durante il mwlwservizio militare fu anche un mwmacommissario politico. Dopo la vittoria dell'Armata Rossa nel mwmq1921, Malenkov studiò a mwmgMosca nella Scuola Tecnica Superiore. Dopo la promozione nel mwmw1925, lavorò nel Partito Comunista e divenne uno degli uomini di fiducia di Stalin. Insieme a mwnaLavrentij Berija, Malenkov aiutò Stalin durante la mwnqpurghe dei tardi mwnganni trenta. Malenkov divenne successivamente un rivale di Berija.
Nominato candidato per il mwoaPolitburo, vi entrò nel mwoq1946. Sebbene inizialmente avesse perso la posizione di favorito, a vantaggio di mwogAndrej Aleksandrovič Ždanov e Berija, Malenkov ritornò presto nel favore di Stalin, specialmente in seguito alla morte di Ždanov (1948). Berija si unì a Malenkov ed entrambi videro tutti gli alleati di Ždanov purgati dal Partito e inviati nei mwowGulag. Nel 1952, Malenkov divenne membro del mwpaComitato Centrale del PCUS. La morte di Stalin, nel mwpq1953, portò per un breve periodo Malenkov alla più alta carica dell'URSS. Con l'appoggio di Berija divenne mwpgpresidente del Consiglio dei ministri e, per un breve periodo, riuscì a controllare l'apparato del mwpwPCUS, ma dovette farsi da parte il 13 marzo, a causa dell'opposizione di altri membri del mwqaPresidium. mwqqNikita Sergeevič Chruščёv assunse l'incarico di mwqgsegretario generale in settembre avviando un periodo di duumvirato "Malenkov-Chruščёv".
Malenkov mantenne la carica di premier per due anni, nei quali espresse la sua opposizione all'mwraarmamento nucleare, dichiarando che una mwrqguerra nucleare avrebbe potuto portare alla distruzione globale. Sostenne inoltre la conversione dell'economia verso la produzione di mwrgbeni di consumo a scapito dell'mwrwindustria pesante. Fu costretto a dimettersi nel febbraio mwsa1955, dopo essere finito sotto attacco per la sua vicinanza a Berija (che era stato giustiziato come traditore nel dicembre 1953) e per il fallimento delle sue politiche di governo.
Malenkov rimase all'interno del Presidium. Comunque, nel mwsg1957 venne nuovamente costretto a dimettersi a causa del fallito tentativo di deporre Chruščёv, condotto assieme a mwswNikolaj Bulganin, mwtaVjačeslav Molotov, e mwtqLazar' Kaganovič (il cosiddetto mwtggruppo antipartito). Nel mwtw1961, venne espulso dal Partito Comunista ed esiliato all'interno dell'Unione Sovietica. Divenne mwuadirettore generale della mwuqcentrale idroelettrica di Ust-Kamenogorsk, in mwugKazakistan. Andato in pensione, morì a Mosca all'età di 86 anni ed è lì sepolto, nel cimitero di Kuncevo (distretto amministrativo occidentale della capitale).
Ascesa all'interno del Partito Comunista
Dopo la mwvqguerra civile russa, Malenkov si costruì rapidamente la reputazione di mwvgbolscevico "duro e puro". Fu promosso nei ranghi del Partito Comunista e negli mwvwanni venti divenne segretario comunista dell'Istituto Superiore Tecnologico di Mosca.cite-ref-ab2-6-0[6] Fonti russe indicano che, invece di proseguire gli studi, Malenkov scelse di far carriera nel Partito, e non completò mai il proprio percorso universitario.
Nel 1924, Stalin notò Malenkov e lo fece assegnare all'mwxqOrgburo della commissione centrale del Partito Comunista Sovietico.cite-ref-volkogonov-dmitri-1991-7-0[7] Malenkov fu incaricato di tenere conto dei membri iscritti al Partito, e in questo lavoro divenne uno stretto collaboratore dello stesso Stalin e successivamente coinvolto in larga parte nell'organizzazione dei processi pubblici delle "mwygGrandi purghe".cite-ref-ab2-6-1[6]cite-ref-volkogonov-dmitri-1991-7-1[7] Nel 1938 fu una delle figure chiave nella caduta in disgrazia del capo dell'mwawNKVD mwbaNikolaj Ivanovič Ežov. Nel febbraio 1941 Malenkov divenne un membro candidato del mwbqPolitburo.
Seconda guerra mondiale
A seguito dell'mwcainvasione dell'Unione Sovietica da parte della mwcqGermania nazista nel giugno 1941, Malenkov entrò a far parte del mwcgComitato di Difesa dello Stato, insieme a Berija, mwcwVorošilov, Molotov, e Stalin.cite-ref-ab2-6-2[6] Questo gruppo ristretto di dirigenti mantenne un controllo totale su tutti gli aspetti politici ed economici della nazione, e Malenkov divenne uno dei cinque uomini più potenti di tutta l'Unione Sovietica durante la mweaseconda guerra mondiale. Nel periodo 1941–1943, come membro del Comitato si occupò principalmente di supervisionare la produzione di aerei da guerra e lo sviluppo di mweqarmi nucleari.
Attacco a Georgij Žukov
mwfaGeorgij Konstantinovič Žukov fu uno dei maggiori comandanti sovietici durante la mwfqseconda guerra mondiale, vincitore di numerose battaglie contro i nazisti, come l'mwfgassedio di Leningrado, la mwfwbattaglia di Stalingrado, e la mwgabattaglia di Berlino. Stalin e Malenkov diventarono sospettosi del prestigio di Žukov, preoccupandosi del fatto che potesse sviluppare delle tendenze capitaliste, a causa della sua ben nota amicizia con il generale statunitense mwgqEisenhower.
Alla fine del conflitto mondiale, Malenkov si schierò contro molti di coloro che erano considerati eroi di guerra sovietici, come Žukov, Gordin, Ribakovskij ed altri generali. Le accuse di Malenkov contro Žukov erano basate principalmente su presunti rapporti con gruppi controrivoluzionari e sull'accusa personale di "mwgwBonapartismo". Presto Žukov venne degradato e trasferito ad mwhaOdessa per svolgere incarichi inferiori. Žukov ebbe il suo primo infarto non molto tempo dopo, e le preoccupazioni di Malenkov su di lui erano in gran parte già svanite.
Dopo l'attacco a Žukov, Malenkov acquistò potere nella cerchia dei collaboratori fidati di Stalin. Nel 1946 fu nominato membro candidato al mwhgPolitburo. Anche se Malenkov venne temporaneamente messo in ombra da suoi rivali quali mwhwAndrej Ždanov e mwiaLavrentij Berija, presto egli tornò nelle grazie di mwiqStalin, specialmente dopo la misteriosa morte di Ždanov nel 1948. Quello stesso anno, Malenkov divenne Primo Segretario del mwigComitato Centrale del PCUS.
Attacco a Leningrado
Al termine della seconda guerra mondiale, Malenkov mise in atto il piano di Stalin per distruggere tutta la competizione politica e culturale proveniente dalla città di mwjqLeningrado, ex capitale della Russia, in modo da concentrare tutto il potere a Mosca. Leningrado e i suoi leader di partito si erano guadagnati enorme rispetto e fama grazie alla resistenza eroica durante il terribile mwjgassedio di Leningrado. Sia Stalin che Malenkov avevano già espresso in passato il proprio disprezzo verso chi era nato e aveva studiato a Leningrado, quindi organizzarono un attacco nei confronti dellmwjw'mwkaélite culturale della città.
Berija, Malenkov, ed mwkgAbakumov portarono avanti un'azione repressiva nei confronti di alcuni loro rivali con l'operazione nota come "mwkwaffare di Leningrado", nell'ambito della quale furono giustiziati alcuni importanti esponenti politici leningradesi del gruppo legato a Ždanov, e altri oppositori furono mandati nei mwlaGulag con l'approvazione di Stalin. Malenkov in persona ordinò la distruzione del museo dell'assedio di Leningrado dichiarando che il mito della "strenua resistenza dei 900 giorni dei leningradesi" era una menzogna diffusa da traditori per screditare la grandezza del compagno Stalin. Contemporaneamente, Malenkov sostituì tutta la dirigenza comunista di Leningrado e provincia con fedelissimi a Stalin. Quindi, per testare l'affidabilità di Malenkov come suo potenziale successore, l'anziano Stalin iniziò a diminuire la propria attività politica delegando sempre più le questioni importanti a Malenkov.cite-ref-8[8] Nell'ottobre 1952 Stalin abolì formalmente la carica di Segretario Generale, sebbene ciò non ne diminuì l'autorità.cite-ref-9[9]
Presidenza e duumvirato
Stalin morì il 5 marzo 1953 e, quattro giorni dopo, Malenkov, mwqaMolotov, mwqqBerija, e mwqgNikita Chruščёv presenziarono al suo funerale pronunciandone il discorso funebre. Il 6 marzo, il giorno dopo il decesso del dittatore, Malenkov gli succedette alla carica di mwqwpremier dell'Unione Sovietica.cite-ref-11[11] Il 7 marzo il nome di Malenkov apparve in cima alla lista dei membri del Partito, confermando che ora era l'uomo più potente del Paese. Tuttavia, dopo solo una settimana, Malenkov fu costretto a rassegnare le dimissioni dal Segretariato, in quanto la nuova dirigenza non voleva che il potere venisse concentrato nelle mani di un solo uomo, come era stato in passato con Stalin. Fu Chruščёv a sostituirlo alla guida del Partito, anche se non venne nominato mwsasegretario generale del PCUS fino al settembre 1953. Malenkov mantenne la carica di presidente, dando così il via al periodo del cosiddetto "duumvirato Malenkov-Chruščёv".cite-ref-12[12]
Malenkov rimase presidente per due anni. Durante questo lasso di tempo le sue attività politiche si mischiarono ad una lotta per il potere al Cremlino. Anche se rimase un convinto mwtgstalinista, Malenkov condannò il "mwtwculto della personalità"cite-ref-13[13] ed espresse la propria contrarietà allo sviluppo dell'armamento nucleare, dichiarando che "una guerra nucleare avrebbe portato a una distruzione globale". Inoltre si oppose anche alla promozione di nuove leve nel Partito, cosa che portò presto al suo declino politico.
Caduta
Nel febbraio 1955 Malenkov fu costretto a dimettersi con l'accusa di abuso di potere e per i suoi rapporti passati con Berija (giustiziato nel dicembre 1953 come traditore). Per altri due anni egli rimase membro regolare del Presidium. Insieme a Chruščёv, si recò nelle mwwgisole Brioni (mwwwJugoslavia) nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1956 per informare mwxaJosip Broz Tito dell'imminente mwxqinvasione dell'Ungheria da parte dei sovietici in programma per il 4 novembre.cite-ref-14[14]
Tuttavia, nel 1957, Malenkov organizzò un mwywcolpo di Stato contro Chruščёv. Il tentativo fallì e lui e gli altri cospiratori (mwzaMolotov e mwzqKaganovič) furono espulsi dal mwzgPolitburo. Nel 1961 fu espulso dal Partito Comunista ed esiliato in una sperduta provincia dell'Unione Sovietica. Divenne mwzwdirettore generale della mw0acentrale idroelettrica di mw0qUst-Kamenogorsk, in mw0gKazakistan, dove rimase fino alla pensione.
Morì il 14 gennaio 1988 all'età di 86 anni.
Riferimenti nella cultura di massa
Il personaggio di Malenkov compare nel film del 2017 mw1gMorto Stalin, se ne fa un altro, interpretato da mw1wJeffrey Tamborcite-ref-15[15].
Onorificenze
Eroe del Lavoro Socialista
—
30 settembre 1943
Ordine di Lenin (3)
—
30 settembre
1943
, novembre
1945
e gennaio
1952
Note
cite-note-11. ↑ mw5qPresidium del Comitato centrale del 10 marzo 1953, citato in: W. Taubman, S. Khrushcev ed A. Gleason (a cura di), mw5gNikita Khrushcev, New Haven (Connecticut), Yale University Press, 2000, p. 49
cite-note-21. mw6gNikita Chruščëv mw6wmw7ade facto e ricostituita nel 1953.
cite-note-utochn-33. ↑ mw8amw8qmw8gИсследователи уточнили возраст соратника Сталина Георгия Маленкова, su mw8wtass.ru.
cite-note-volkogonov-dmitri-1991-77. ↑ mwase(mwasimwasmENmwasq) Volkogonov, Dmitri (1991). Stalin: Triumph and Tragedy, New York: Grove Weidenfeld. ISBNmwasy 0-7615-0718-3
cite-note-1010. ↑ mwaui(mwaummwauqENmwauu) mwauyTime magazine 1952, 1953 cover and editorials.
cite-note-1111. ↑ mwauo(mwausmwauwEN) mwau0mwau4Vast Riddle; Demoted in the latest Soviet shack-up, The New York Times, 10 marzo 1953. mwau8URL consultato il 7 ottobre 2013.
cite-note-1212. ↑ mwavm(mwavqmwavuENmwavy) mwavcUnion of Soviet Socialist Republics in mwavgmwavkEncyclopædia Britannica
cite-note-1313. ↑ Presidium del Comitato centrale del 10 marzo 1953, citato in: W. Taubman, S. Khrushcev ed A. Gleason (a cura di), Nikita Khrushcev, New Haven (Connecticut), Yale University Press, 2000, p. 49
cite-note-1414. ↑ mwawa(mwawemwawiENmwawm) Johanna Granville (1995) mwawq"Soviet Documents on the Hungarian Revolution, 24 October – 4 November 1956" mwawuArchiviatomwawy il 18 agosto 2011 in mwawcInternet Archivemwawg., mwawoCold War International History Project Bulletin, no. 5 (Woodrow Wilson Center for International Scholars, Washington, DC), Spring, pp. 22–23, 29–34.
cite-note-1515. ↑ mwaw4mwaw8mwaxaMorto Stalin, se ne fa un altro, su mwaxeimdb.com. mwaxiURL consultato il 28 aprile 2025.
Bibliografia
• citerefei-georgij-maksimiljanovic-malenkovGiuseppe Avitabile, MALENKOV, Georgij Maksimiljanovič, in Enciclopedia Italiana, II Appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1949.
• citerefei-georgij-maksimilianovic-malenkovMALENKOV, Georgij Maksimilianovič, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itMalenkov, Georgij Maksimilianovič, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaMalenkov, Georgij Maksimilianovič, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itMalenkov, Georgij Maksimilianovič, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Georgy Maksimilianovich Malenkov, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgrande-enciclopedia-russa(RU) Georgij Maksimilianovič Malenkov, su Grande Enciclopedia Russa, Grande Enciclopedia Russa.
• citerefopen-library(EN) Opere di Georgij Maksimilianovič Malenkov, su Open Library, Internet Archive.